VIAGGIARE DA SOLE | COME CREARE IL MOMENTO GIUSTO?

Sono Serena, ho 38 anni e da circa 7 viaggio da sola. Qui racconto parte di quella che è la mia vita da viaggiatrice ma da un punto di vista diverso ovvero quello del percorso che ho scelto, essere una Travel Coach.

Non sono nata con la vocazione del viaggio in solitaria o meglio, è stato un avvicinamento lento e non sempre facile ma, alla fine, è diventato il modo di conoscere il mondo che preferisco. Mi permette di godermi la mia velocità, di rallentare o accelerare a mio piacimento.

Col tempo ho capito che questo è l’aspetto che amo di più di questa modalità. 

 

Avendo provato tutto questo sulla mia pelle, oggi mi piacerebbe supportare chi vuole approcciarsi a questa modalità di viaggio e sente di avere bisogno di qualche strumento per cominciare a viaggiare da sola. 

Per me il viaggio non è mai un’evasione da qualcosa che mi sta stretto ma piuttosto un ardente desiderio di esplorare l’inesplorato. Questo è il mio senso di libertà assoluta.

Per te cosa significa viaggiare? Quale obiettivo ti metti quando decidi di partire?

Come accennato per me non è stato un processo veloce e indolore, inizialmente ero divisa tra due modalità: una, senza paure, che mi portava a spulciare tutti i siti alla ricerca della meta ideale e di tutti i modi possibili per organizzare al meglio il viaggio e un’altra, molto più cinica, che mi ricordava la mia solitudine e che quella voglia di partire non era che un ripiego di qualcosa che mancava.

Fortunatamente il primo pensiero, quello che smuoveva la mia voglia di partire ha sempre preso il sopravvento trasformando la mia percezione anche se, in grande sincerità, il primo viaggio da sola fu un quasi completo disastro.

Ma dopotutto commettere errori è normale, solo sbagliando possiamo imparare e migliorarci.

La Costa Azzurra, meta che avevo scelto come mio primo viaggio, aveva luoghi meravigliosi, cibo buono e tantissime cosa da fare ma… quella che non si sentiva ok ero io.

 

Non c’era qualcosa di veramente sbagliato ma evidentemente non era ancora il momento giusto. 

Sì, perché nonostante sia facile dire buttati, vai e non pensarci etc. io non credo sia sempre il momento giusto per partire da sole.

In questa fase la figura del Travel Coach è un prezioso alleato per la creazione di strumenti che possono aiutarti a superare il tuo punto di blocco rendendoti più consapevole delle tue risorse e del tuo potenziale.

Sì perchè è tutta una questione di consapevolezza.

Si può essere sdraiate al Parco Sempione in pausa pranzo come su una spiaggia bianca delle Maldive che se c’è un malessere allora quel malessere ci accompagnerà comunque manifestandosi in qualche forma.

E allora questo ci impedirebbe di vedere realmente quello che ci sta intorno, di goderne pienamente. 

Lo stato di grazia che si raggiunge quando si viaggia da sole è proprio la consapevolezza che si sta facendo qualcosa per sè, che pur non sapendo quello che accadrà esattamente, sei predisposta a far accadere qualcosa. 

Sei aperta al mondo, sei accogliente, sei timorosa ma in quel modo curioso che farà in modo che le situazioni verranno da te, che le persone ti rivolgeranno parola, che tutto troverà il suo incastro perfetto.

Se invece parti con l’idea che sei sola, e soffri per questo perché non hai alternative allora credo sia meglio cercare di sciogliere almeno qualche nodo prima di partire.

Di cosa avresti bisogno per partire con più leggerezza?

Questo garantisce soprattutto di non rovinare un’occasione preziosa nel rapporto con noi stesse.

Naturalmente questo vale soprattutto per le prime volte, quando ancora non si ha preso confidenza con questa modalità e quando certi imprevisti emotivi possono rischiare di rovinare l’umore per tutto il viaggio.

In questa fase puoi lavorare con un Travel Coach prima della partenza così da avere sempre con te un bagaglio di strumenti che sapranno aiutarti ad affrontare quei momenti.

Come fare? 

Buttarsi non è sempre facile ma come per tutti i grandi obiettivi da raggiungere si può imparare a scomporre il problema in piccoli passi che rendono tutto più graduale e fattibile. Sperimentare col paracadute insomma.

In questo caso non c’è bisogno di andare in Australia per iniziare. A volte per prendere coraggio basta acquistare un biglietto del treno per la città vicina e regalarsi una gita di mezza giornata in compagnia di se stesse. Questa è già una grande conquista.  

Poi quando si torna indietro si ri-pensa a ciò che si è vissuto e magari la sensazione è stata molto più piacevole del previsto e si ha voglia di rifarlo, a due ore di distanza questa volta.

Un passo alla volta, una conquista alla volta.

Non importa andare lontano ma chi sente quella voce dentro che dice di muoversi, di partire e lasciare indietro ciò che ti frena, allora un giorno dopo l’altro andrà decisamente oltre a ciò che ora non può nemmeno immaginare.


Se fossi una travel blogger il mio articolo terminerebbe qui ma essendo una Travel Coach concludo chiedendoti cosa ti ha maggiormente risuonato in questo post e cosa scegli di portare con te oggi.


Se ti va condividilo con me nei commenti, ti leggerò con piacere.

4 risposte

  1. meraviglioso articolo che ci incoraggia ad esplorare nuovi orizzonti, in serenità con noi stessi.
    Buona fortuna in questo nuovo ruolo che sicuramente sarà apprezzato da molti.
    un caro saluto
    Rosa

    1. Complimenti Serena, per l’articolo e per le domande, che aiutano chi legge a fare chiarezza e a comprendere i motivi per cui desideriamo viaggiare ❤️

  2. Complimenti Sere. Sicuramente, ammiro il coraggio di essere stata sincera nel dire che il vero viaggio parte da dentro: quando lo senti, è giusto fare la valigia ed andare, anche soli.

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